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Rassegna giurisprudenziale sulle principali sentenze pubblicate nel mese di maggio 2017

Sentenze

Cassazione civile, sez. L - sentenza 30 maggio 2017, n. 13606

Licenziamento - Licenziamento dell'executive chef a seguito di chiusura dell'attività di ristorazione di alto livello - Ricollocazione del lavoratore all'interno della società - Obbligo di repechage - Accertamento della quantità di lavoro straordinario prestato.

La chiusura del ristorante Gourmet, rientrante nelle scelte insindacabili dell'imprenditore, con conseguente soppressione del posto di lavoro di executive chef può, in via astratta, configurare un giustificato motivo oggettivo di licenziamento. Ai fini dell’obbligo del cd. repechage, il datore di lavoro deve dimostrare che il lavoratore licenziato non poteva essere ricollocato all’interno della struttura imprenditoriale con mansioni equivalenti alle precedenti. La proposta di diversa collocazione assume rilievo se formulata prima dell'intimazione del licenziamento, che risulta dunque illegittimo sotto il profilo del mancato assolvimento dell'obbligo di repechage.

 

Cassazione civile, sez. I - sentenza 30 maggio 2017, n. 13550

Concorrenza - Appropriazione di notizie riservate nella disponibilità esclusiva del datore di lavoro - Violazione dell'obbligo di fedeltà nei confronti del datore di lavoro.

Un imprenditore non pone in essere atti contrari alla legittima concorrenza per il solo fatto di avvalersi della collaborazione di soggetti che hanno violato l'obbligo di fedeltà nei confronti del loro datore di lavoro, essendo necessario, a tal fine, che il terzo si appropri, per il tramite del dipendente, di notizie riservate nella disponibilità esclusiva del predetto datore di lavoro, ovvero che il terzo istighi o presti intenzionalmente un contributo causale alla violazione dell'obbligo di fedeltà cui il dipendente stesso è tenuto.

 

Cassazione civile, sez. L - sentenza 26 maggio 2017, n. 13379

Licenziamento - Adibizione a mansioni inferiori - Obbligo di repechage.

Se il lavoratore, in costanza di rapporto, viene adibito a mansioni riconducibili ad un livello professionale inferiore, sia pure in modo residuale, l’obbligo di repechage va riferito anche alla posizione professionale inferiore esercitata residualmente.

Cassazione civile, sez. L - sentenza 24 maggio 2017, n. 13018

Licenziamento - Vincolo fiduciario nel rapporto di lavoro bancario - Omessa denunzia di un ammanco di cassa - Irrogazione della sanzione disciplinare.

Assume peculiare consistenza il vincolo fiduciario nel rapporto di lavoro bancario, in relazione al quale l'idoneità lesiva del comportamento contestato deve essere valutata con particolare rigore ed a prescindere dalla sussistenza di un danno effettivo per la parte datoriale o dal conseguimento di un utile, rilevando la lesione dell'affidamento che, non solo il datore di lavoro, ma anche il pubblico, ripongono nella lealtà e correttezza dei funzionari. 

 

Cassazione civile, sez. L - sentenza 23 maggio 2017, n. 12919

Trasferimento d'azienda - Successione nel contratto - Posizione del lavoratore ceduto - Esercizio del diritto di recesso - Irrilevanza del consenso del lavoratore al trasferimento dell'azienda.

Né il diritto comunitario né l'attuale normativa interna riconoscono in capo al lavoratore un diritto di opposizione al trasferimento d’azienda nel senso inteso dall'impugnata sentenza, rimanendo irrilevante il suo consenso al trasferimento dell'azienda o del ramo d'azienda presso cui presta la propria attività lavorativa, che si configura astrattamente in termini di automaticità, non escludendosi però che il dipendente possa in ogni caso dopo il trasferimento automatico del suo rapporto lavorativo scegliere di recedere dal rapporto già costituitosi in maniera espressa e con una inequivocabile condotta.

Cassazione civile, sez. L - sentenza 19 maggio 2017, n. 12729

Trasferimento - Fruizione della legge n. 104/1992 - Presupposti - Assistenza di familiare disabile - Onere della prova

La disposizione dell'art. 33, comma 5, della legge n. 104 del 1992, laddove vieta di trasferire, senza consenso, il lavoratore che assiste con continuità un familiare disabile convivente, deve essere interpretata in termini costituzionalmente orientati in funzione della tutela della persona disabile, sicché il trasferimento del lavoratore è vietato anche quando la disabilità del familiare, che egli assiste, non si configuri come grave, a meno che il datore di lavoro, a fronte della natura e del grado di infermità psico-fisica di quello, provi la sussistenza di esigenze aziendali effettive e urgenti, insuscettibili di essere altrimenti soddisfatte. Nella statuizione della Corte d'Appello non è ravvisabile il vizio denunciato di non avere tenuto conto della situazione personale della ricorrente, in relazione all'assistenza prestata, atteso che il giudice di secondo grado nel rilevare il venir meno del posto cui la lavoratrice era in precedenza assegnata, che costituiva circostanza non contestata, riteneva la sussistenza di esigenze aziendali effettive. 

Cassazione civile, sez. L - sentenza 19 maggio 2017, n. 12712

Licenziamento - Pluralità e tardività delle contestazioni disciplinari - Diritto di difesa del lavoratore.

Il datore di lavoro ha il potere, ma non l'obbligo, di controllare in modo continuo i propri dipendenti, contestando loro immediatamente qualsiasi infrazione al fine di evitarne un possibile aggravamento, atteso che un simile obbligo, non previsto dalla legge, né desumibile dai principi di cui agli artt. 1175 e 1375 cod. civ., negherebbe in radice il carattere fiduciario del lavoro subordinato, sicché la tempestività della contestazione disciplinare va valutata non in relazione al momento in cui il datore avrebbe potuto accorgersi dell'infrazione ove avesse controllato assiduamente l'operato del dipendente, ma con riguardo all'epoca in cui ne abbia acquisito piena conoscenza. 

 

Cassazione civile, sez. unite - sentenza 16 maggio 2017, n. 12052

Lavoro - Lavoro subordinato - Riorganizzazione aziendale - Demansionamento - Risarcimento del danno.

E' esclusa la possibilità per il lavoratore di chiedere un risarcimento del danno da demansionamento nel caso in cui vi sia una riorganizzazione che comporta la riduzione quantitativa delle attività assegnate al lavoratore medesimo, mantenendo inalterato il livello qualitativo.

Cassazione civile, sez. L - sentenza 12 maggio 2017, n. 11895

Licenziamento - Sanzione disciplinare - Audizione del lavoratore incolpato - Giustificazioni del lavoratore.

Il datore di lavoro, il quale intenda adottare una sanzione disciplinare, non può omettere l'audizione del lavoratore incolpato ove quest'ultimo ne abbia fatto richiesta espressa contestualmente alla comunicazione, nel termine di cui alla L. n.300 del 1970, art. 7, comma 5, di giustificazioni scritte, anche se queste siano ampie e potenzialmente esaustive.

Cassazione penale, sez. IV - sentenza 11 maggio 2017, n. 23090

Infortuni sul lavoro - Obbligo di sorveglianza sui lavoratori a carico del datore di lavoro in qualità di responsabile della sicurezza - Abnormità del comportamento del lavoratore.

L’abnormità del comportamento del lavoratore infortunato si delinea in presenza dell'imprevedibilità della condotta tenuta dal lavoratore; imprevedibilità che non può mai ritenersi - e mai è stata ritenuta - quando la condotta del lavoratore è tenuta nell'espletamento, sia pure imperito, imprudente o negligente, delle mansioni assegnategli. E ciò perché lo scostamento del lavoratore dagli standard di piena prudenza, diligenza e perizia nelle mansioni a lui affidate è ordinariamente presente, in quanto evenienza immanente nella stessa organizzazione del lavoro. La normativa antinfortunistica è preposta a tutela anche (e soprattutto) dei comportamenti colposi dei lavoratori. Ciò rende necessario che vengano portate alla luce quelle circostanze peculiari del processo di lavoro che connotano la condotta dell'infortunato, in modo che, per dirla con una più recente ricostruzione, "essa si collochi in qualche guisa al di fuori dell'area di rischio definita dalla lavorazione in corso. Tale comportamento è 'interruttivo' (per restare al lessico tradizionale) non perché 'eccezionale' ma perché eccentrico rispetto al rischio lavorativo che il garante è chiamato a governare".

Corte di Giustizia UE - sentenza 10 maggio 2017 (causa C-690/15)

Contributi - Funzionario dell’Unione europea - Statuto - Iscrizione obbligatoria al regime previdenziale delle istituzioni dell’Unione europea - Redditi fondiari percepiti in uno Stato membro - Assoggettamento a contribuzione.

L’articolo 14 del Protocollo (n. 7) sui privilegi e sulle immunità dell’Unione europea, allegato ai Trattati UE, FUE e CEEA, nonché le disposizioni dello Statuto dei funzionari dell’Unione europea relative al regime previdenziale comune alle istituzioni dell’Unione devono essere interpretati nel senso che essi ostano ad una normativa nazionale, quale quella di cui al procedimento principale, che prevede che i redditi fondiari percepiti in uno Stato membro da un funzionario dell’Unione, fiscalmente domiciliato in detto Stato membro, siano assoggettati a contributi e prelievi sociali destinati al finanziamento del regime previdenziale dello Stato membro in questione.

 

Cassazione penale, sez. III - sentenza 8 maggio 2017, n. 22148

Sorveglianza dei lavoratori - Installazione degli impianti di videoripresa - Mancato accordo con le rappresentanze sindacali dei lavoratori.

La protezione degli interessi collettivi di cui le rappresentanze sindacali sono portatrici, riconducibili nel caso di specie alla tutela della dignità dei lavoratori sul luogo di lavoro in costanza di adempimento della prestazione lavorativa, non viene meno in caso di mancato accordo tra rappresentanze sindacali e datore di lavoro, dovendo quest'ultimo comunque rimuovere l'impedimento alla installazione degli impianti attraverso il rilascio di un'autorizzazione che rientra nelle competenze di un organo pubblico, cui spetta di controllare l'interesse datoriale alla collocazione degli impianti nei luoghi di lavoro per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale, cosicché il consenso o l'acquiescenza del lavoratore non svolge alcuna funzione esimente.

 

Cassazione civile, sez. L - sentenza 4 maggio 2017, n. 10838

Malattia - Assenza dell'obbligo per il lavoratore di indicare sin dall'inizio i giorni di malattia - Invio della certificazione medica - Perdurare dell'assenza nel caso di mancato invio del certificato medico.

E’ escluso un obbligo per il lavoratore di indicare sin dall'inizio i giorni di malattia, non potendosi richiedere al lavoratore l'ulteriore onere di comunicare gli sviluppi della malattia, ossia una sorta di prognosi della durata della stessa. Tale interpretazione non può ritenersi contraria allo volontà dei contraenti, ai sensi degli art. 1362 e ss. cod. civ. come sostanzialmente sostenuto dalla società ricorrente, atteso che la norma contrattuale chiaramente prescrive la comunicazione dell'assenza all'inizio del turno e quindi l'invio nei due giorni successivi della certificazione medica, l'unica che realmente può indicare la prognosi della malattia, nessun altra incombenza prescrivendo. Altra cosa è la correttezza che il lavoratore deve osservare nell'ambito del rapporto, eventualmente avvisando il datore di lavoro, anche nei giorni successivi al primo, del perdurare dell'assenza, ove non sia in grado di inviare il certificato medico nei tempi previsti dal c.c.n.l.. 

Cassazione civile, sez. L - sentenza 2 maggio 2017, n. 10647

Licenziamento - Licenziamento disciplinare per giusta causa - Partecipazione a due gare calcistiche durante la malattia per distorsione della caviglia.

E’ legittimo il licenziamento disciplinare per giusta causa irrogato al lavoratore per aver partecipato a due gare calcistiche, anche ove sia stata dimostrata la limitatezza della presenza in campo, durante la malattia per distorsione della caviglia, in quanto la partecipazione è stata tale da comportare il pericolo, secondo una prognosi ex ante, di aggravamento dei postumi della malattia in considerazione dello sport praticato (calcio). Nel caso di specie è ravvisabile una condotta gravemente lesiva del legame fiduciario con l'azienda.

Cassazione penale, sez. III - sentenza 2 maggio 2017, n. 20855

Contributi - Omesso versamento all'INPS delle ritenute previdenziali ed assistenziali imputabile alle strategie imprenditoriali - Assenza di forza maggiore.

In tema di omesso versamento dell'imposta sul valore aggiunto, l'inadempimento dell'obbligazione tributaria può essere attribuito a forza maggiore solo quando deriva da fatti non imputabili all'imprenditore che non abbia potuto tempestivamente porvi rimedio per cause indipendenti dalla sua volontà e che sfuggono al suo dominio finalistico.

 

Cassazione civile, sez. L - sentenza 2 maggio 2017, n. 10636

Rapporto di lavoro - Controllo a distanza dell'attività dei lavoratori - Controlli occulti difensivi esercitati con modalità non eccessivamente invasive.

Sono ammissibili controlli difensivi "occulti", anche ad opera di personale estraneo all'organizzazione aziendale, in quanto diretti all'accertamento di comportamenti illeciti diversi dal mero inadempimento della prestazione lavorativa, sotto il profilo quantitativo e qualitativo, ferma comunque restando la necessaria esplicazione delle attività di accertamento mediante modalità non eccessivamente invasive e rispettose delle garanzie di libertà e dignità dei dipendenti, con le quali l'interesse del datore di lavoro al controllo ed alla difesa dell'organizzazione produttiva aziendale deve contemperarsi, e, in ogni caso, sempre secondo i canoni generali della correttezza e buona fede contrattuale.

 

 

 

 

 

 

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